Questa è pazzia di massa

 

Per me, Italiano che vive fuori dall’Italia, sono davvero noiose le prime battute quando incontro qualcuno di nuovo che non conosce bene il mio Belpaese.
Tra un come ti chiami e un cosa fai nella vita, puntuali, banali arrivano sempre le solite domande: Che fine ha fatto l’arte in Italia? Perché nel vostro parlamento ci sono uomini condannati dalla legge*? Perché l’Italia ha smesso di avere un ruolo da protagonista nel mondo?..

Per evitare di morire d’inedia e rimanere comunque sincero, finalmente ho trovato una risposta unica a questo genere di domande:

“Perché in Italia siamo tutti matti!”

In Italia, compriamo quello che ci dice di comprare la tv.
Parliamo con le parole che sentiamo alla tv.
Conosciamo il mondo per quello che ci fa conoscere la tv.
Desideriamo le vite che ci dice di desiderare la tv.

Insomma, viviamo in un regime. Un regime che non ti fa indossare un’unica divisa, ma che te ne vende decine e ad ogni Natale te ne fa indossare una diversa. Un regime dove più nessuno va in chiesa, ma ci va bene che il papa ogni giorno dica la sua al telegiornale.
Il mondo è pieno di guerre è vero, ma per farle finire basta cambiare canale.

Ho detto matti, mica scemi.

Siamo in un regime dentro il quale abbiamo sviluppato automatismi di difesa contro il dolore degli altri, l’amor proprio per se stessi.
In Italia, stiamo vivendo l’attuale era informatica interpretando il ruolo che la televisione ha scelto per noi: quello del consumatore.
E proprio non ce l’aspettavamo quando fallì quella fabbrica che vendeva il latte che tutti abbiamo bevuto almeno una volta quando eravamo bambini. Il proprietario sembrava tanto una brava persona. Internet lo diceva da anni che dentro quell’opificio c’era qualcosa che non andava, ma vatti a fidare. Quel coso lì mica è attendibile come le tv di stato, di regime.

In Italia siamo tutti matti, ma non aspettatevi di sentire questo anche in televisione. Ha appena trasmesso che matto è chi lo dice.

Certo che il sole deve essere proprio caldo e la pizza vicino casa davvero buona per sopportare tutta questa pazzia di massa.
Puntuali, come davanti ad una partita di calcio, ad ogni elezione rafforziamo questa dittatura dimostrando il nostro stato d’adesione, d’omologazione.

Ma la nostra non è solo follia collettiva. Di più, è un’avanguardia: saremo il primo paese occidentale a crollare, a rinascere.
Mi rivolgo a tutti,
perché l’Italia ritorni cosciente della sua identità e del suo valore prezioso per se stessa e per il mondo.
Alla fine di questo pensiero, una domanda: Qual è l’identità di cui l’Italia dovrebbe ritornare cosciente?
La risposta è forse nella coscienza di un’Italia modesta di fronte ad ogni grande rivoluzione; di una Nazione menefreghista che alza le spallucce quando i mass-media parlano di guerre e stragi; di un Paese senza stato che da due millenni benedice trattati nel nome del padre, del figlio e dello spirito santo?
No.
C’è bisogno di un’Italia che cosciente della sua identità se ne allontani e ambisca a qualcosa di molto più alto.
Sono le grandi individualità artistiche e umane nate in mezzo a loro e cresciute nonostante loro, che questi coscienti italiani dovrebbero eleggere a illuminanti fari per lasciarsi guidare verso un popolo nuovo, fiero, impegnato e felice.

*sono 18 i condannati definitivi in parlamento (aggiornato a maggio 2008).

 

Alessandro Berni

Articolo pubblicato su: http://thetamarind.eu/2009/02/10/questa-e-pazzia-di-massa/

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