Chi vince e chi perde se chi racconta viene ucciso

Francesca Barra al Piccolo Teatro della Gioia di Montmartre

Sabato 9 luglio alle ore 16h00, il Piccolo Teatro della Gioia di Montmartre aprirà le sue porte per la presentazione del libro Il quarto comandamento di Francesca Barra edito da Rizzoli (http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/libro/4969_il_quarto_comandamento_barra.html ).

Con questo incontro, anche Parigi accoglierà un evento dedicato alla memoria di Mario Francese, giornalista siciliano ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979.

Francesca Barra prende penna e cuore per conoscere e presentare la famiglia di Mario Francese, sua moglie e i loro quattro figli.

Fatti di cronaca, ricordi familiari, atti processuali e pagine di diario per raccontare la vita dopo la morte di un grande uomo ammazzato per il proprio lavoro di giornalista.

Siamo a Palermo alla fine degli anni settanta. Palermo è la città dove un caffè non si rifiuta mai ed è anche il luogo dove la medesima organizzazione criminale è riuscita a uccidere almeno una volta tutti i rappresentanti delle proprie istituzioni ovvero procuratore capo (più di uno); sindaco; presidente della Regione; i segretari delle maggiori forse politiche operanti in Italia nel novecento, cioè Dc e Pci; questore; prefetto.

Ed è in questa città che Mario Francese, giornalista romantico, nei suoi articoli di cronaca nera non la smette di scrivere la verità magari pensando che chi lavora onestamente non ha nulla da temere.

Ucciso a pochi metri dalla propria abitazione, inizialmente e per vent’anni questa tragedia non viene considerata come una morte di mafia.

Grazie all’impegno di tutti i familiari e in particolare del figlio più piccolo, Giuseppe, la procura di Palermo decide di riaprire il caso con il risultato che per questo omicidio viene condannata mezza Cupola tra cui Bagarella, Riina, Provenzano, ovvero esecutore e mandanti della morte del primo cronista a fare il nome di Totò Riina su un giornale.

Nelle pagine di questo libro c’è il dolore e la solitudine della famiglia Francese, il ritardo delle istituzioni, la forza degli ideali che si oppone a quella della violenza; la fragilità e il coraggio dell’ultimogenito Giuseppe che insieme ai suoi fratelli ha vissuto per onorare la memoria del padre.

In un Paese come il nostro che ha il bruttissimo difetto di dimenticare i propri eroi civili troppo in fretta, Il Quarto comandamento è un libro importante che merita di essere letto e promosso perchè come ci ricorda Carlo Lucarelli nella quarta copertina del libro: « Quando si uccide un giornalista è per ridurlo al silenzio. Ma se lo ricordiamo e ne leggiamo gli scritti, allora ci parla ancora. Se continuamo a raccontarlo, Mario Francese ha vinto e loro hanno perso. »

Alessandro Berni

http://www.fareitalia.com/367_chi_vince_e_chi_perde__se_chi_racconta_viene_ucciso_

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