Ciò che l’Italia perse in una notte sbagliata

Omaggio a Pier Paolo Pasolini (1922 – 1975)

Pier Paolo Pasolini, il più alto poeta del millenovecento d’Italia, non solo morì, fu ucciso.

I due popolani che scoprirono il tuo corpo dissero che da lontano non sembravi nemmeno un corpo, tanto eri massacrato. Sembravi un mucchio di immondizia e solo dopo che t’ebbero guardato da vicino si accorsero che non eri immondizia, eri un uomo. Così scrisse Oriana Fallaci in una lettera dedicata a Pier Paolo Pasolini prima di aggiungere: mi maltratterai ancora se dico che non eri un uomo, eri una luce, e una luce s’è spenta? 

Alberto Moravia durante le esequie del funerale di Pier Paolo Pasolini disse:

« Abbiamo perso prima di tutto un poeta e di poeti non ce ne sono tanti nel mondo. Ne nascono tre o quattro soltanto ogni secolo. Quando sarà finito questo secolo Pasolini sarà tra i pochissimi che conteranno come poeta. »

Pier Paolo Pasolini con la sua arte ha davvero segnato il suo secolo si appresta a segnare anche i successivi in quanto inesorabilmente la sua voce, la bellezza del suo canto continua a raggiungere vite e cuori, a indignare, a educare e fare nascere amore.

Poeta, critico, scrittore, giornalista, regista, drammaturgo. Protagonista di una vita dispersa, sismografo dei suoi tempi, Pier Paolo Pasolini fu anche amaro profeta:

della civiltà dei consumi previde il dominio nel mondo provocando l’a-culturazione delle masse, l’omologazione fra i popoli;

a proposito dell’appena iniziata rivoluzione informatica, dell’era della scienza applicata disse che la tecnologia avrebbe fatto dell’uomo qualcosa che non era mai stata prima, che non aveva equivalenti nella storia dell’umanità e si sarebbe verificata l’apocalisse dei millenari valori degli uomini del suo tempo. Addirittura, a proposito di quest’argomento temeva modificazioni antropologiche, minacciava mutazioni.

Pier Paolo Pasolini ha fatto arte con tutto, tranne con la piccola borghesia. L’argomento lo indignava troppo, tanto che non ce la faceva a parlarne, neanche a parlarne male. E proprio d’estrazione piccolo borghese erano le sue origini. Amò sua madre, odiò il padre come ogni potere in quanto:

« non c’è niente di più anarchico del potere. Solo il potere fa quello che vuole. »

Perse il caro fratello, partigiano in guerra. L’ultima volta che lo vide, aveva una rivoltella nascosta dentro un libro di poesie.

Come Amleto, per tutta la vita prese a pugni il fantasma di suo padre e non solo: prese a pugni l’ideale del consumismo, primo motore dell’attuale civiltà omologatrice; i medium di massa che a suo avviso deresponsabilizzavano l’individuo, trasformavano il cittadino in pubblico, audience; prese a pugni la televisione che considerava banalissima e niente di più feroce; il movimento del ’68 che battezzò falsa rivoluzione, semplice bisticcio fra i figli di papà ed i loro papà; e più di tutti prese a pugni l’Italia ch’eppur amò ogni suo giorno in quanto proprio perché era esistita oggi non era più ed in un uno dei suoi poemi più struggenti osò scrivere :

Sprofonda Italia nel tuo bel mare.

E quella che voleva sprofondasse era l’Italia del pressapochismo e della corruzione che aveva preso il posto della sua Italia ideale fatta di bellezza e cultura.

Denunciò il genocidio dei paesaggi in corso, le migliaia di panorami sfregiati dal calcestruzzo. Provò più volte a far sentire la propria voce sull’argomento intanto che in un solo secolo si stavano ammazzando forme di città, profili di città, poiché un panorama, il suo passato popolare merita lo stesso rispetto, la stessa dignità di un’opera di Caravaggio o Michelangelo.

Marxista, venne espulso dal Partito Comunista Italiano contro il quale si scontrò più volte in diversi momenti della propria vita.

Quando scrisse o diresse film sulla religione, guardò in cielo cercando il proprio carnefice e lo vide crocifisso.

Odiava la violenza e fu capace di fare un film violentissimo quale Salò e le 120 giornate di Sodoma. Lo presentò come un film contro il fascismo, ma in realtà era ancora una volta un’opera d’arte contro ogni potere in generale responsabile della mercificazione dei corpi, dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo; contro suo padre.

Come una lettera scarlatta portò addosso la propria omosessualità.

Processato per oscenità, offeso da passanti per strada per la propria diversità, Pier Paolo Pasolini restò a viso scoperto, intanto che la nostra Italia stava diventando un ballo mascherato.

Pier Paolo Pasolini quando poteva si alzava tardissimo, lavorava tutta il giorno come un monaco e la notte andava in giro come un gattaccio in cerca d’amore.

In vita è stato purezza senza regole, ha incarnato l’ideale dell’artista disinteressato, ha gridato con tutto il suo coraggio e il suo talento il proprio amore disperato per la vita e per il mondo.

In morte ha continuato a dare scandalo, a commuovere, ad accrescere nelle persone di chiunque lo incontri responsabilità e senso civile.

L’omicidio di Pier Paolo Pasolini si compì la notte tra il 1 e il 2 novembre 1975.

Il suo corpo esamine venne attraversato più volte da un’auto utilizzata dal suo o dai suoi assassini per allontanarsi dalla zona del delitto.

Per la sua morte fu condannato per omicidio volontario in concorso con ignoti Pino Pelosi – all’epoca diciassettenne – detto Pino La Rana, uno dei tanti adolescenti delle borgate di Roma che Pier Paolo Pasolini conosceva e che aveva descritto nel cuore e nel lessico con il romanzo Ragazzi di vita.

Sui misteriosi complici di Pino La Rana sono state scritte ripetute illazioni e propinati complotti sospettando anche la partecipazione dei servizi segreti per impedire a Pier Paolo Pasolini di terminare Petrolio, il suo ultimo romanzo rimasto interrotto.

C’è anche chi è arrivato a illudersi che il poeta di Casarsa fosse stato il regista del proprio omicida come il poeta russo Michail Lermontov.

Le uniche certe verità intorno alla sua morte è che i poeti muoiono per tragedie tutte loro, che in una notte sbagliata l’Italia intera rimase orfana di uno dei suoi cuori più stupendi.

La certa verità della sua vita è che con le sue opere, con il suo esempio, Pier Paolo Pasolini sarà considerato per sempre come uno dei più grandi artisti e uomini della storia d’Italia.

Alessandro Berni

http://www.fareitalia.com/323_ci_che_l_italia_perse_in_una_notte_sbagliata__

Advertisements
This entry was posted in Totally Optional and tagged , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s