L’Antiquité rêvée

fino al 14.II.2011
L’Antiquité rêvée
Paris, Musée du Louvre

 Il sogno dell’antico, “il gusto alla greca”. Tra omaggi e voglia di rinnovamento, 150 opere per un secolo di storia dell’arte. Il Settecento al Louvre, secondo Marc Fumaroli…

Considerato che la maggior parte delle opere classiche che si intendevano celebrare erano andate distrutte, è nel Rinascimento italiano che si cercano le basi per raggiungere i principi di bellezza indicati da Winckelmann. Di conseguenza, ancora nel XVIII secolo Roma rimaneva l’indiscussa capitale del mondo dell’arte.
L’esposizione apre con opere concepite per celebrare e imitare il mondo latino e greco. Tra queste si segnalano i disegni preparatori, i dipinti e le sculture di Edme Bouchardon. È merito dello scalpello di quest’artista francese il mezzobusto del barone Philipp Von Stosch, opera che sembra il gemello della scultura messagli accanto, dedicata all’imperatore Traiano e di 17 secoli più antica.
Johann Heinrich Füssli - L’incubo - 1782 - courtesy The Bridgeman Art Library, Londra
Non copie, ma imitazioni, omaggi a un tempo antico continuano nelle sale successive. I soggetti sono mitologici o dedicati a uomini di lumi, esempi di eroismo e ragione. È presente una sola opera religiosa, quella del San Pietro di Anton Raphael Mengs. Questo a indicare come il sentimento cristiano dopo secoli di dominio se ne stia andando dalla scultura e dalla pittura, superato da nuovi bisogni di rappresentazione e nuovi mecenati.
Lo slancio definitivo che alimentò il sogno per l’antico e portò alla nascita del Neoclassicismo fu dato dagli scavi di Ercolano e Pompei, le cui città tornarono alla luce rispettivamente nel 1738 e nel 1749. Dopo l’entusiasmo iniziale, gli scavi offrirono spunti di malumore a causa della grossolanità di molte opere scoperte.
Nelle sale dedicate al Neo-barocco, al Neo-manierismo si comincia a rappresentare i primi segni decisi di resistenza verso l’imitazione dell’arte classica. La distanza con l’iconografia e gli stili del mondo antico si fa definitiva nella sala intitolata Il Sublime, spazio dove sono rappresentati il sentimento della caduta, dell’incubo, del terribile.
Insieme a questi movimenti di rottura nei confronti dell’arte classica, si afferma a partire dal 1765 il movimento neoclassico, con la definizione di riconoscibili canoni di ricerca del gusto per l’antico.
Jean Baptiste - Settimio Severo e Caracalla - 1769 - courtesy RMN/René-Gabriel Ojéda
Complessivamente, la qualità delle opere esposte è altalenante. Su tutte s’impongono quelle di Jacques-Louis David e Antonio Canova, maestri eccellenti che, partendo dall’imitazione dei classici, seppero offrire emozioni nuove per tutta la loro vita di artisti. Vedere il dipinto Psiche abbandonata di David accanto alla scultura intitolata Psiche in piedi di Canova è un massaggio alle sinapsi.
Le affinità elettive provocate dalle due psiche sono una vertigine stupenda, sono un olio su tela con le lacrime agli occhi che abbandonato si guarda intorno, smarrito ricordo di se stessa piena di grazia che tocca con premura una farfalla di marmo che ispira candore, il calore buono di un giorno d’estate.

Da Parigi, Alessandro Berni 


dal 2 dicembre 2010 al 14 febbraio 2011
L’Antiquité Rêvée: Innovations et Résistances au XVIIIe Siècle
a cura di Marc Fumaroli e Henri Loyrette
Musée du Louvre
99, rue de Rivoli – 75058 Paris Cedex 01
Orario: da mercoledì a lunedì ore 9-18; mercoledì e venerdì ore 9-22
Ingresso: € 9,50; mercoledì e venerdì € 6 dopo le ore 18; gratuito la prima domenica del mese
Catalogo disponibile
Info: tel. +33 0140205050; fax +33 0140205452; www.louvre.fr

 www.exibart.com/notizia.asp?IDCategoria=200&IDNotizia=33931

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