L’arte emergente? Un affare di famiglia

The Family Business, nuovo progetto curatoriale della coppia Cattelan-Gioni, è una galleria chiusa in una vetrina. Una vetrina che affaccia sui marciapiedi di Chelsea però, l’art district più ambito del pianeta. Dopo lo show inaugurale, ecco cosa succederà.

The Virgins show – veduta della mostra presso The Family Business’ Project, New York 2012

Una nicchia nel muro chiamata Wrong Gallery: questo il luogo scelto da Maurizio Cattelan e Massimiliano Gioni per il primo progetto in veste di curatori. L’esperimento, nato nel 2002, era durato fino al 2005. Per il grande ritorno, i due hanno deciso di cambiare nome e hanno scelto uno spazio leggermente più grande, addirittura 12 metri quadrati. Naturalmente siamo sempre a New York, a Chelsea per la precisione, e lo spazio è una vetrina presa in prestito dalla galleria di Anna Kunstera.
Il concetto del Family Business è preciso e brillante: aiutare gli artisti under a diventareover, agevolando l’accesso al mondo dell’arte professionista a sconosciuti ed emergenti. Una mano tesa da parte di chi ce l’ha fatta verso chi ce la deve ancora fare. Il tutto a guadagno zero. Da quest’attività, per ideatori e curatori, non è previsto alcun compenso economico, se non l’inevitabile ritorno promozionale d’immagine.

The Virgins show – veduta della mostra presso The Family Business’ Project, New York 2012

All’opening della Family Business erano presenti sia Gioni che Cattelan oltre cheMarilyn Minter, curatrice della Mostra The Virgins show, titolo scelto per esaltare il debutto di artisti che non avevano mai esposto prima nel distretto di Chelsea. Sornione e in ottima forma, Gioni era stato chiaro: “Per la selezione degli artisti non abbiamo fatto niente, il merito (o la colpa) è tutto della Minter. Qual è il nostro prossimo step? Restare aperti più a lungo possibile.” E fino a quando il progetto resterà attivo? “Sarò la curatrice di questo spazio fino al 16 aprile, poi chissà, tutto questo lavoro mi sta uccidendo”, scherza la Minter. Informandosi meglio, si scopre che le fatiche mortali della curatrice sono iniziate selezionando suoi ex studenti, conosciuti durante i corsi che ha tenuto a Yale e alla School of Visual Arts. Difficile parlare bene della qualità delle opere esposte all’opening, per un debutto più irrilevante che irriverente, che sarà ricordato casomai per l’ingente numero di scatoloni di pizza svuotati durante il party nello studio della Minter.

Ma come è giusto che sia, lo spettacolo sta continuando. Nuovi artisti sono arrivati e altri ancora sono in arrivo. Liquidate le prime due mostre e in fase di archiviazione la terza,The Virgins Show sta per cambiare nome e formula di selezione. Tra il 30 marzo e il 1° aprile, infatti, chiunque porterà una propria opera direttamente in galleria potrà vederla esposta in una mostra allestita dal 3 al 16 aprile. L’iniziativa, presentata come The Hennessy Youngman’s show: it’s a small, small world, è un’open call ideata dall’artista-curatore-rapper Hennessy Youngman che ha l’obiettivo di accogliere il 100% delle opere presentate. Sono quindi previste vere e proprie risse fra “vergini” per esporre a Chelsea. Dopodiché Marilyn Minter passerà il testimone di curatrice a Daria Irincheevaper l’esposizione Toasting the revolution: sei artisti russi in campo fino al 2 maggio.

The Virgins show – veduta della mostra presso The Family Business’ Project, New York 2012

Con il sito ufficiale ancora under construction, le informazioni sul presente e sul futuro diThe Family Business’ Project sono affidate ai rumor provenienti dal marciapiede davanti alla galleria. Oltre che dai post su Facebook e Twitter ampiamente dispensati da amici e “familiari” dell’iniziativa.

Da New York, Alessandro Berni

www.artribune.com/2012/03/larte-emergente-un-affare-di-famiglia/

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