Obama – Monti: un inizio “strong”

da New York, Alessandro Berni

Per uscire dalla crisi finanziaria l’Italia ha bisogno di credibilità internazionale, della stima e del riguardo da parte della classe politica e della stampa di tutto il mondo. Grazie alle maniere e alle azioni di Mario Monti, finalmente la necessaria considerazione ha cominciato a essere riconosciuta. In tempi record, dopo appena tre mesi di governo, l’attuale primo ministro è riuscito a ribaltare in positivo la percezione del nostro Paese facendoci ritrovare dalla pericolante posizione di primo tassello a crollare dell’intero sistema Occidentale a nuovo cardine, punto di riferimento della zona euro.

Questa settimana, gli Stati Uniti hanno omaggiato “super Mario”in tutte le maniere. Alla vigilia del suo viaggio in America e del suo incontro col presidente Obama, ha cominciato l’ambasciatore Usa a Roma, David Thorne, che ha definito l’Italia «l’alleato più affidabile degli Stati Uniti», grazie all’«era delle riforme che sta aprendo Mario Monti». Quindi, sono arrivate nuove parole di stima proprio da Obama, che in un’intervista alla Stampa di martedì scorso ha ricordato che «Sotto la leadership del primo ministro Monti, l’Italia sta ora adottando passi impressionanti per modernizzare la sua economia».

La giornata di Monti a Washington è cominciata al Congresso dove ha sottolineato l’importanza dei Parlamenti: «È significativo che la mia visita inizi dal Congresso, vista la fondamentale importanza che i parlamenti hanno nelle nostre democrazie. E quindi, così come in Italia il nostro interlocutore fondamentale è il Parlamento, è giusto iniziare da qui la mia visita a Washington». Prima d’incontrarsi nel salone ovale con Obama, Mario Monti ha tenuto una conferenza al Peterson Institute for International Economics. Il suo arrivo è stato accolto da una standing ovation, quindi con Marchionne in prima fila, le sue parole sono state ascoltate in religioso silenzio da una platea di economisti. Qui il premier ha ribadito che «L’Italia non è in uno stato in cui ha bisogno di sostegno finanziario da parte della Comunità internazionale. Al Paese serve principalmente una migliore governance».

Di seguito, è iniziato il faccia a faccia con Obama. L’incontro è durato un’ora oltre il previsto e sembra che sia servito per scambiarsi solo buone notizie. Obama ha ribadito di avere piena fiducia nel governo Monti affinché possa traghettare l’Italia e l’Europa fuori dalla crisi, condividendo la necessità manifestata dal nostro primo ministro di più grandi Firewall finanziari per proteggersi da eventuali prossimi attacchi speculativi. Quindi in politica estera ha ringraziato l’Italia per l’impegno in Libia e Afghanistan oltre che sottolineato il ruolo diplomatico per le attuali tensioni in Siria e Iran.

Se è vero che c’è tanta voglia di dirsi che il peggio è passato, è doveroso riconoscere che se all’estero si è invertita di tendenza la percezione del governo italiano, non hanno ancora incominciato a farlo gli indicatori economici che indicano che per il nostro Paese ancora la recessione è tutt’altro che finita.

Lo “strong start” del governo Monti è innegabile e meritevole dei complimenti di Washington, dell’OCSE, del FMI oltre che della stampa di tutto il mondo fra cui il Time che gli ha dedicato una copertina e uno speciale pieno di lodi in antitesi con il tutt’altro che lusinghiero numero di qualche settimana fa dedicato all’ex primo ministro Silvio Berlusconi.

La situazione economia in Italia oltre che grave, finalmente è diventata anche seria. Proprio in nome dell’auspicata serietà, è opportuno ricordare che le auspicate riforme strutturali a livello economico e costituzionale debbono ancora cominciare; che in questi tre mesi si sono costruite le basi per un preludio di cambiamento di cui è ancora incerto l’inizio. Ben vengano da parte di Washington e del resto del mondo il riconoscimento che per il nostro Paese le possibilità di ritorno alla crescita economica e alla leadership internazionale oggi sono reali, ma è importante non perdere di vista che sono soltanto delle
possibilità quelle che in questi giorni si stanno applaudendo.

www.fareitaliamag.it/2012/02/10/obama-monti-un-inizio-“strong”/

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