Piet Mondrian / De Stijl

fino al 21.III.2011
Piet Mondrian / De Stijl
Paris, Centre Pompidou
Il nero è l’assenza del colore. Il bianco è tutti i colori insieme. Il blu, il giallo e il rosso sono i colori primari, le variabili. cromatismi estremi nella Ville Lumière…
Il Centre Pompidou dedica una mostra a Piet Mondrian (Amersfoort, 1872 – New York, 1944) e al movimento culturale De Stijl, gruppo di artisti, architetti e designer che intorno alla rivista omonima, a partire dal 1917, diede vita alla corrente del Neoplasticismo.
Il percorso inizia presentando le fonti del movimento, le cui basi filosofiche furono Hegel, il Dio di Spinoza, il pensiero teosofico. Fondato da Theo Van Doesburg, ebbe fra i suoi maggiori esponenti Piet Mondrian, cui è dedicata la parte centrale della mostra.
Un centinaio di opere documentano l’evoluzione dell’artista, offrendo un’analisi puntuale ma limitata della sua produzione pittorica.
L’artista olandese agli esordi fa propria l’esperienza impressionista e la geometrizzazione diCézanne. André Kertész - Piet Mondrian nel suo atelier - 1926In alcune delle opere presenti è possibile cogliere l’ascendente esercitato dalle avanguardie d’inizio secolo quali il Simbolismo e il Fauvismo. Nel 1912 arriva a Parigi per scoprire l’espressione protocubista diBraque e Picasso e improntare le proprie tele alla scomposizione dello spazio.
Dopo pochi anni Mondrian si allontana dal Cubismo e prosegue solitario per aggiungere una nuova pagina alla storia dell’arte. “Mi sono accorto che il Cubismo non accettava le logiche conseguenze delle proprie scoperte: non stava sviluppando astrazioni verso i propri obiettivi, verso l’espressione della pura realtà”. Era da poco cominciato il secondo decennio del Novecento. La società industriale stava cominciando ad affermarsi; la Prima guerra mondiale era alle porte e il fermento politico e sociale dell’epoca fu accompagnato da una serie di avanguardie artistiche, tra cui l’Astrattismo.
L’esposizione documenta la personale metabolizzazione operata da Mondrian del concetto di astrazione. All’obiettivo di mettere su tela la totale assenza dello stato d’animo dell’artista, si accompagna il vivere la teosofia attraverso la propria arte: una poetica che lo ha portato a riconoscere un ordine geometrico all’interno del quale inscrivere la propria spiritualità.
Se l’esposizione propone un’analisi interessante della produzione dell’artista olandese, appare discutibile la scelta di presentare un ridotto numero di opere di Mondrian a favore di una troppo ampia parte conclusiva che documenta gli sviluppi e la diffusione del movimento De Stijl, quando i colori e linee del Neoplasticismo raggiungono i primi spazi interni e pubblici delle città. Troppo dispersiva e per addetti ai lavori, questa sezione illustra come semplici oggetti d’uso quotidiano vengano resi unici attraverso un profilo estetico che trascende la loro utilità.
Theo Van Doesburg - L’aubette - 1928 - photo Pierre Philliquet, Adagp
Il design è in sala parto. A farlo nascere come lo conosciamo oggi, insieme alla riproducibilità industriale degli oggetti d’arte, ci avrebbe pensato la rivoluzione imposta dalla Bauhaus.
alessandro berni
mostra visitata il 30 novembre 2010
dal 30 novembre 2010 al 21 marzo 2011
Mondrian / De Stijl
a cura di Alfred Pacquement
Centre Georges Pompidou
Place George Pompidou – 75004 Paris
Orario: da mercoledì a lunedì ore 11-21; giovedì ore 11-23
Ingresso: intero € 12; ridotto € 9
Catalogo disponibile
Info: tel. +33 0144781233; www.centrepompidou.fr
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