I confini della logica, dell’arte e dell’umano

New York prova a dare i numeri. Per un’esposizione che chiede di sfogliare l’infinito, di spiegare e ripiegare l’universo dei propri pensieri. Alla Dorsky Gallery, con la curatela di una italiana.

 

Si chiama Dorsky Gallery, è localizzata a Long Island City e si può permettere uno dei programmi curatoriali più significativi di New York. Per l’estate 2012, David Dorsky ha consegnato le chiavi del proprio spazio all’italiana Ombretta Agrò Andruff per una mostra dedicata al pensiero analitico applicato al gesto creativo.
Logica e arte hanno in comune la capacità di tendere oltre i propri limiti. L’esposizione(Un)Folding Patterns accoglie bene questo concetto e ribadisce ancora una volta la tendenza generale dell’arte contemporanea che vuole l’uomo sempre meno coinvolto fisicamente e sempre più concettualmente nella realizzazione delle proprie opere.
L’esposizione è un invito a riflettere sull’incontro tra capacità creative e talento matematico. Per un dialogo che ha il pregio di contenere opere di vario genere selezionate per meriti estetici. Il group show infatti contiene pitture, sculture, disegni su muro, immagini algoritmiche, suoni generativi e origami, ovvero diversificati media scelti per documentare in maniera completa e sempre elegante l’irrefrenabile avanzata della tecnologia nel mondo dell’arte.
Attraverso opere che rinunciano alla manualità per dare il massimo spazio a prodotti umani che creano lavori artistici al posto dell’uomo, l’esposizione riesce a trasmettere riflessioni di cielo e di stupore, la serialità dell’umano vivere.

L’uomo, l’Assoluto non l’ha mai visto. E lo può conoscere solo come l’insonne conosce il sonno. Tutto quello che può fare è altresì mettere in ordine piccoli pezzi di caso, semplificare leggi della natura anche attraverso l’uso d’incognite e sistemi di funzioni vettoriali. Lo stesso succede all’interno dello spazio espositivo dove la storica antitesi anima/tecnica scompare per un vero incontro che non si altera mai in scontro.
Complessivamente la mostra è una perla rara, in grado di convincere visivamente per l’alto valore armonico e concettualmente in quanto capace di accennare senza mai avere la presunzione di definire il caso che abita l’ordine della natura come di ogni essere vivente; di convertire le intimità della mente umana in vele madri verso la prossima astrazione da sfogliare.

 

Alessandro Berni

New York // fino al 22 luglio 2012
(Un)Folding Patterns
Dr. Erik Demaine & Martin Demaine, Joe Diebes, Michael Joaquin Grey, Kysa Johnson, Tristan Perich, Jane Philbrick, Thomas Ruff, Stephen Schaum, R. Justin Stewart, Stephen Talasnik, Vargas-Suarez Universal, Bernar Venet, and Susan Weinthaler
a cura di Ombretta Agrò Andruff
DORSKY GALLERY
11-03 45th Ave., Long Island City
+1 718 9376317
info@dorsky.org
www.dorsky.org

 

Articolo pubblicato su: http://www.artribune.com/2012/07/i-confini-della-logica-dellarte-e-dellumano/

 

 

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