La morte della carta stampata ha cominciato a essere scritta

Carta piange. Chiude la libreria Edison di Firenze. Al suo posto, manco a dirlo, un Apple Store.

Sta finendo un’era. Questo presente è la maniglia. Tra le numerose secolari familiarità in fase di crollo, c’è quello dell’informazione cartacea e dei libri stampati, tangibili scrigni di memorie e di umane fantasie.

Sarebbe irrispettoso e paternalistico nei confronti delle generazioni future scrivere d’inverno della cultura, ma è inevitabile costatare che, come api infreddolite, le librerie di tutto il mondo stanno lentamente chiudendo per fare posto a spazi informatici e di telefonie.

Nuova vittima illustre è la libreria Edison di Firenze. Scaduto il contratto di affitto lo scorso 30 settembre, il comune di Firenze salderà le spese di locazione e utenze da qui alla fine dell’anno, giusto il tempo per permettere la liquidazione degli ultimi tomi.

Ancora pochi mesi, per potersi sedere fra gli scaffali di questa storica libreria e bersi un caffè insieme a Madame Bovary, Rodjon Romanovic Raskol’nikov, Jean Valjean… ma, naturalmente insieme anche a vecchi amici o nuove conoscenze con cui condividere per i libri la stessa passione.

Per una libreria che se ne va, un nuovo negozio informativo in arrivo. Sembra proprio che un nuovo Apple Store prenderà il suo posto.

Edison è l’ennesima vittima di quel killer seriale e inarrestabile chiamato Internet.

I primi risultati della sua capacità di stravolgere la maniera di comunicare e stare insieme sono arrivati negli autobus e nelle metropolitane delle grandi città quando schermi e cuffie per ascoltare musica hanno sostituito in pochi anni libri e giornali. Quindi è arrivata la dematerializzazione dei luoghi d‘incontro quando un paio di social network e un software per videochiamarsi hanno cominciato a svuotare bar, cinema, teatri e naturalmente, anche e prima di tutto, librerie. All’evacuarsi dei vari reali luoghi d’incontro, sembrano resistere solo i centri commerciali, simulacri di quel culto chiamato consumismo, credo religioso capace di vendere a quanto pare di tutto, tranne il sapere, dichiarato dai massimi esperti di marketing d’intralcio e fuori moda; appena utile per esaltare la serialità dell’umano vivere e nulla più.

Di Alessandro Berni

Articolo pubblicato su http://www.imille.org/2012/10/la-morte-della-carta-stampata-ha-cominciato-essere-stata-scritta/

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