E ora pure Bryant Park parla italiano. Grazie ad Antonio Pio Saracino

New York, Bryant Park. Dal 10 dicembre vi campeggia la rivisitazione in chiave digitale della scultura simbolo del rinascimento, il David. Ma arriva anche un nuovo supereroe. Il tutto grazie all’ennesimo italiano all’estero, Antonio Pio Saracino.

Hero, di Antonio Pio Saracino

Mio caro Antonio, vorremmo da te il nuovo David di Michelangelo”. Con queste parole è cominciata la sfida, il disegno per la presentazione di una scultura per il Bryant Park come omaggio da parte del nostro Paese per celebrare l’anno della cultura italiana negli Stati Uniti. A questo invito, ricevuto da parte dell’ambasciata italiana, si è aggiunta la possibilità da parte dell’Equity Office americano di valutare la realizzazione di una seconda scultura.
Antonio Pio Saracino – pugliese classe 1976 – se per la prima scultura ha dovuto pescare tra le linee e le forme del biblico Re d’Israele realizzato dall’immortale maestro di Caprese, per la seconda opera ha scelto di creare una figura che offrisse forza e potenza e celebrasse la ricerca dell’andare oltre i propri limiti.
Il progetto ha fatto innamorare i responsabili artistici del parco che, visti i disegni, hanno deciso che le due sculture sarebbero rimaste in mostra per sempre, diventando il nuovo simbolo della città oltre che del parco stesso. Le due sculture antropomorfe rappresentano il dialogo elettivo fra due capitali, la Firenze rinascimentale e la New York di oggi. Le opere riescono a mettere in contatto anche i materiali utilizzati per la loro realizzazione: l’antico marmo con il contemporaneo acciaio inossidabile.

Antonio Pio Saracino (source AD Magazine)

Antonio Pio Saracino (source AD Magazine)

Il progetto ha fatto innamorare i responsabili artistici del parco che, visti i disegni, hanno deciso che le due sculture sarebbero rimaste in mostra per sempre, diventando il nuovo simbolo della città oltre che del parco stesso. Le due sculture antropomorfe rappresentano il dialogo elettivo fra due capitali, la Firenze rinascimentale e la New York di oggi. Le opere riescono a mettere in contatto anche i materiali utilizzati per la loro realizzazione: l’antico marmo con il contemporaneo acciaio inossidabile.

Superhero di Antonio Pio Saracino

Altre 13 piedi (4 metri circa), “eroe e super-eroe, sono state realizzate rispettivamente attraverso un sistema di ripetuti piani di marmo e lastre di acciaio inox lucidato così da essere capaci di affrontare il contesto circostante attraverso il linguaggio architettonico del grattacielo”, ci dice la curatrice Helen Varola, che aggiunge: “I due Guardiani suggeriscono una vulnerabilità che attraversa secoli, abbracciando una Conversazione sacra nata nel glorioso passato rinascimentale di Firenze e che continua oggi nell’isola di Manhattan”. Da parte sua, l’architetto Saracino racconta: “Sono stato ispirato dalla voglia di materializzare, nella parte più interna di Manhattan, due opere che figurassero la storia di un grande eroe del passato e la promessa di un supereroe proveniente dal futuro”.
In una città apparentemente satura dal punto di vista architettonico, New York riesce a permettersi due nuovi simboli nati da ambizioni alte più dei grattacieli che la caratterizzano. Vedremo se le creazioni di Saracino, nate da un dono del nostro Paese –  ricordiamolo – riusciranno a conquistare le simpatie del popolo americano e dei visitatori della Grande Mela, oltre che degli addetti ai lavori che abitano il mondo dell’arte contemporanea.

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